martedì 15 marzo 2022

Contratti, bombe e il mercato internazionale delle Gpa

Nascere oggi (ma se tutto va bene) da madri surrogate in Ucraina

di Iole Natoli

«Ucraina, neppure le bombe fermano il mercato delle madri surrogate» è il titolo di un articolo di Antonella Mariani apparso su L’Avvenire, quotidiano cattolico le cui posizioni politico-ideologiche sono di norma parecchio lontane dalle mie, ma che sulla pratica della Gpa invece coincidono.

 

Alla vigilia dell’invasione russa, un video della clinica ucraina BiotexCom avrebbe reso pubblico l’allestimento di un bunker antiaerei, dalla capienza di 200 persone, corredato di tutto il necessario per garantire ai neonati una permanenza al sicuro, la cui durata non è prevedibile.
Per poter lasciare il territorio ucraino i piccoli dovrebbero essere dotati di regolari certificati di nascita, ma gli uffici anagrafici sarebbero chiusi a causa della guerra ormai in corso.

C’è però un altro spinoso problema che sembra emergere in tutta la sua crudezza, quello delle donne “portatrici” la cui gravidanza non si è ancora conclusa.

Queste, riporta da The Atlantic L’avvenire, «subiscono le pressioni dei committenti stranieri per lasciare il Paese e mettersi in salvo fino alla data del parto, ma non se la sentono di abbandonare la propria famiglia e gli eventuali altri figli in una situazione di guerra».
Già, perché fra i requisiti richiesti per diventare una donna "portatrice", c'è quello di avere avuto già figli propri. Chissà cosa prevedono per situazioni come questa… i "contratti".

Per altri scritti sulla Gpa di Iole Natoli, andare al punto 07. Sulla GPA o Gestazione per altri di cui a questo link

 

15 marzo 2022
 

© Iole Natoli

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