GPA e QUESTIONE ETICA / Quale progetto da discutere all’ONU?
di Iole Natoli
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Gentile Cristina Comencini,
partecipo come altre al dibattito sull’Utero in affitto, detto più asetticamente GPA, e personalmente sarei lieta per diverse ragioni se tale pratica venisse eliminata su tutto il pianeta. Nutro però non pochi dubbi sulla fattibilità di un’abolizione globale.
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sabato 13 febbraio 2016
GPA E ACCORDI MONDIALI / LETTERA APERTA A CRISTINA COMENCINI
venerdì 12 febbraio 2016
A CARTE SCOPERTE / #Cirinnà #StepChildAdoption
mercoledì 10 febbraio 2016
Emendamento al DdL per le Unioni Civili (#Cirinnà)
MODESTA PROPOSTA PER PREVENIRE
scriveva G. Berto - Sul
DdL per le Unioni Civili, anche noi
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di Iole
Natoli
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Facebook serve a volte anche a questo, a creare la proposta di
un emendamento che sarebbe ben
potuto venire in mente in realtà a chi sta gestendo, nel bene e nel male, le
vicende del DdL sulle Unioni civili, inteso come Legge Cirinnà.
«Basterebbe che la legge
sulla stepchild adoption prevedesse che il figlio del coniuge risultasse
adottabile solo se concepito secondo le leggi italiane. Essendo l'utero in
affitto illegale in Italia, chi usufruisse per il futuro di questa pratica
resterebbe fuori dalla possibilità di adottare. Mi pare una soluzione
semplice e praticabile», scriveva Cristina
Favati di Snoq Genova.
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martedì 2 febbraio 2016
La GPA, il FEMMINISMO e la CHIESA
Tra
Femminismo e Chiesa nessuna “Santa Alleanza”
ma soltanto una convergenza su un tema che non cancella le opposizioni di fondo | |||
di Iole Natoli
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Mi riferisco a uno scritto di Marina Terragni, apparso oggi 2 febbraio sul blog Maschile / Femminile di Io Donna (link).
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Lo faccio anche perché Marina, che mi conosce per avermi intervistata sul Cognome Materno in passato, ha riportato sia pure un po’ in sintesi una frase pronunciata da me il 26 gennaio, in occasione di un incontro sulla cosiddetta “maternità surrogata” presso la Libreria delle Donne di Milano. La mia frase originaria, da lei resa in modo sintetico, era: «Non sono io che la penso come la Chiesa; è la Chiesa che la pensa come me, che sono laica», pronunciata in risposta ad altre intervenute che accusavano le femministe - o almeno quelle presenti nella sala - di aver adottato la posizione espressa dalla Chiesa cattolica.
Nel suo articolo Marina Terragni si dichiara d’accordo su questa impostazione ma da lì passa ad attribuire alla Chiesa una vicinanza alle donne, cosa da cui io prendo le distanze.
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domenica 31 gennaio 2016
Contro il #FamilyDay dell’ignoranza
La devianza mentale di una piazza
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di Iole Natoli
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Chi crede che negare lo statuto
di famiglia alle coppie omosessuali incrementi l’eterosessualità mostra di
non capire nulla in assoluto. Non ci sarà un maggior numero di eterosessuali
vietando questi matrimoni o queste unioni civili; ci saranno solo più
omosessuali a disagio e più bambini con una famiglia a metà, che rischia di
ridursi a zero in certi casi.
Se si vuole combattere l'utero
in affitto o la gpa indiscriminata, questione di natura diversa, è altrove
che vanno concentrati gli sforzi (link)
con calma, con competenza, con
tenacia. Anche perché massime affituarie dell'utero sono quelle coppie
eterosessuali “PartoImpedite”, che preferiscono questa via innaturale
all’adozione col patentino della "normalità" coniugale.
E allora, un po’ di serietà, care piazze italiane del 30
gennaio di quest’anno, perché questa è la qualità che vi manca.
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31.01.2016
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giovedì 28 gennaio 2016
mercoledì 27 gennaio 2016
GPA o “Maternità Solidale” / Cerchiamo di arrivare a una coerenza
LA TECNOLOGIA NON È AUTONOMA E SOVRANA NÉ PUÒ ESSERE SCISSA DALL’ETICA
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di Iole Natoli *
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In un incontro interessante e segnato da qualche contrasto di parte svoltosi
il 26 gennaio alla Libreria delle Donne di Milano, nell’affrontare il tema
dell’”utero in affitto” o “gravidanza per altri”, le relatrici e la maggior
parte dell’uditorio hanno posto l’accento sul valore fondante sul piano
personale e sociale della relazione materna, quella che per la specie umana,
non diversamente dalle altre specie animali, si stabilisce tra la donna
gravida e il suo futuro bambino e che non cessa con la nascita di questi, ma
si protrae e si arricchisce nel tempo costituendo e costruendo l’unica
identità soggettiva di cui il nato o la nata possono disporre nei primi loro
mesi di vita. | |
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